Che giorno è oggi? E' o non è il 30 Giugno 2009? Non è meraviglioso?
Certo, perchè oggi si conclude ufficialmente il periodo di Stretta Creditizia!
Oggi è aumentato il capitale! Oggi si sono riuniti i soci ed i loro simili!
Oggi tutti i tuoi cazzi che credevi ti andassero di traverso finalmente si raddrizzeranno! Niente andrà più storto!
Oggi è il 30 Giugno 2009, oggi si concludono i periodi di incertezza e di attesa!
"...Tale situazione determinata dalla Stretta Creditizia si protrarrà fino al 30 Giugno...Abbiate pazienza fino al 30 Giugno...Ci vediamo il 30 Giugno...Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare del 30 Giugno...I found my love il 30 Giugno...Libertè, Egalitè, 30 Giugno...God bless 30 Giugno...God save 30 Giugno...Abc, you and me, one two three, do re 30 Giugno..."
Quanti discorsi in questi lunghi trascorsi che hanno ricondotto interamente il senso di se stessi direttamente ad oggi.
Il 30 Giugno.
Oggi è il 30 Giugno, il primo giorno D30G (Dopo il 30 Giugno).
Ricordo lucidamente come fosse ieri i tempi A30G (Ante il 30 Giugno), ed invece guarda un pò siamo già nel D30G.
Da oggi la Stretta Creditizia salperà per remoti lidi, abbandonandoci per sempre.
Da oggi la Stretta Creditizia, come promessoci, non pranzerà più con noi, non cenerà più con noi, non farà più l'amore assieme a noi.
Da oggi La Stretta Creditizia non sarà più tanto stretta nè tantomeno così creditizia:
da oggi non sarà più. Niente più. Glù glù glù.
Oggi è un giorno memorabile, è un giorno da ricordare, è un giorno da festeggiare.
(Le cose vanno dette tre volte. La prima volta il concetto lo appoggia, lo si punta. La seconda lo si affonda. La terza lo si avvita, lo si salda, lo si consolida).
Oggi è il 30 Giugno e abbiamo organizzato lo "Stretta Creditizia Good Bye Party", questa sera, ore 22:30 al Credicy Street, la discoteca più cool del momento, dalle sonorità Londinesi più Parigine di Berlino che si possano trovare a Milano.
In provincia di Milano.
A Pregnana Milanese.
A mezzanotte saluteremo tutti assieme la Stretta Creditizia.
In consolle, lo speaker dalla fantastica voce incontrollata.
E' presente il servizio d'ordine, la direzione si riserva il diritto di fare selezione all'ingresso, è gradito un abbigliamento.
Chiunque sarà sorpreso ad elemosinare sarà soppresso a norma di legge.
Sono quasi commosso, mi ci stavo quasi affezionando.
Ciao, Stretta Creditizia, questo party è per te, ci mancherai, buona fortuna!
Associazione Sindacale Bios - San Precario.
Lettera ai mezzi di informazione e alle istituzioni
Siamo un gruppo di lavoratori e di lavoratrici della sede torinese della Comdata SpA, tutti con contratti a tempo determinato e con scadenze che vanno dalla metà di maggio alla metà di luglio. Ci troviamo costretti a scrivere ai mezzi di informazione e alle istituzioni per far conoscere la nostra situazione e aprire uno squarcio di luce sull’utilizzo della precarietà nelle aziende della cosiddetta “new economy”, anche nei periodi di crisi. (Continua)
Cari colleghi, care colleghe,
Con i nostri contratti in scadenza e di fronte agli annunciati mancati rinnovi o “stop” senza “go”, visto che nessuno parla di noi, e nessuno parla con noi, abbiamo deciso di prendere la parola. Per l’azienda un crudele destino e commesse “invernali” ci condannerebbero ad andare a casa, magari per essere richiamati in autunno e vivere d’aria nei prossimi mesi. In realtà le cose stanno diversamente. (Continua)
Milano, Auditorium Liceo Carducci, Via Beroldo 9 (MM Loreto)
Sabato 30 Maggio, ore 13.30 - 19.00 Domenica 31 Maggio, ore 10.00 - 14.00
Nella realtà metropolitana lombarda il mercato del lavoro è
caratterizzato dall'evoluzione di una precarietà, poliedrica e
multiforme, che ha assunto caratteristiche strutturali.La crisi
economica in corso sortirà l'effetto di allargare tale fascia,
accentuando la segmentazione della condizione precaria, ampliando le
differenze esistenti e creandone di nuove. E' facile attendersi un
incremento del processo di precarizzazione esistenziale, e di
marginalizzazione, della forza lavoro migrante nei settori industriali
dei servizi materiali. Soprattutto alla luce delle nuove normative
contenute nel pacchetto sicurezza, intese nel loro significato di
"strumenti di controllo" del mercato del lavoro. Per il settore del
terziario avanzato, è ipotizzabile un aumento dei livelli di
precarietà nei segmenti del lavoro più tutelato e stabile (tempo
indeterminato). (Continua)
Cambiano i Manager ma non cambia la determinazione dei lavoratori di Omnia, che da mesi ricevono gli stipendi con mesi di ritardo. Oggi, durante il presidio organizzato nella giornata di sciopero, il nuovo vicepresidente della società ha convocato i rappresentanti sindacali: nonostante le chiacchiere di circostanza il responsabile aziendale ha ammesso di non avere date certe sui pagamenti delle retribuzioni. I lavoratori, riuniti sotto la sede di Corsico, avvisati dell'ennesimo ritardo nei pagamenti, hanno deciso di irrompere nella sala dove si stava tenendo l'incontro. Dopo qualche vano tentativo di farli desistere nel loro intento sono stati ricevuti e hanno preso parte all'incontro dove hanno manifestato tutto il loro dissenso per le scelte aziendali. Infatti, beffati due volte, nonostante svolgano ancora le loro mansioni, vengono ripresi e sanzionati (Continua)
E con lui tutto il nuovo consiglio di amministrazione ed i fedelissimi tirapiedi, i quali, oltre a fare di mestiere i tirapiedi anzichè i manager come si converrebbe, lo fanno anche aggratis, che è come una aggravante.
In settimana il nuovo Amministratore Delegato di Omnia ha voluto incontrare una delegazione formata da Rsu Omnia e alcuni lavoratori Omnia, in via Breda.
Durante questo incontro si è fatto conoscere come si conviene quando ci si pseudo insedia, ed ha tranquillizzato enormemente ognuno dei presenti, ed a cascata tutti gli altri lavoratori Omnia, sul fatto che gli stipendi arretrati sarebbero stati pagati immediatamente, giungendo entro venerdì 8 Maggio (oggi) ad aver emesso i bonifici di ogni stipendio arretrato, ossia gli stipendi non ancora pagati con valuta 10 Aprile, valuta 20 Aprile, valuta 27 Aprile, valuta 5 Maggio. (Continua)
LE IDEE NON SI CANCELLANO
(Il compagno Michele)
Fortunatamente ci sono persone che ancora ci credono, che ancora ci sono, che non si preoccupano di rimetterci per un ideale, e noi ne abbiamo conosciuto uno in particolare.
Contratto a tempo determinato in scadenza ma tanti valori e tanti ideali, non solo con le tante parole che si possono dire durante le pause caffè e fra una sigaretta ed una pratica gestita, ma denunciando un'ingiustizia fortemente, con uno sciopero, con un'azione legale, prendendo il megafono ed urlano che se una persona viene tutti i giorni al lavoro DEVE ESSERE PAGATO!
Eppure, al giorno d'oggi, questo ancora si paga, ma non con lo stipendio, si paga con un mancato rinnovo del contratto, ritrovandosi allontanati. Ma la forza sta nel fare in modo che l'azienda non vinca anche su questo, la collaborazione continua e non sarà vedersi tutti i giorni in azienda a creare la collaborazione, sarà un'idea comune di lotta contro le ingiustizie, contro i diritti violati.
Perchè il sacrificio rispetto ad un posto di lavoro non resti vano, noi con Michele contnueremo a collaborare e sarà uno spunto fondamentale per aumentare le forze.
Grazie Michele per il tuo impegno ed il tuo sacrificio, ne faremo tesoro, ma insieme a te.
Ci sono giorni in cui tutto appare chiaro. Ad esempio, sui fatti occorsi
ieri in Omnia Network l'amministratore delegato della società e il
rappresentante della Cgil la pensano allo stesso modo: "Non è successo
niente, non c'è stato nessun sequestro".
E' chiaro a tutti? Chiarissimo. Allora non ci resta che riepilogare.
Ieri 50 lavoratori e lavoratrici hanno fermato l'amministratore delegato
e,con una certa insistenza, hanno chiesto dove fossero i loro stipendi. (Continua)
Lavoratori Omnia bloccano per 1 ora l'amministratore delegato dell'azienda e lo portano in assemblea!
In data 1 Aprile, a seguito delle reiterate e vane promesse dell'azienda Omnia Service Center SPA di effettuare i pagamenti degli stipendi di Febbraio 09, i lavoratori della sede di Via Breda 176 a Milano hanno autonomamente deciso di lasciare le loro postazioni per riunirsi nel cortile aziendale costringendo l'amministratore delegato ad intervenire accerchiandolo per più di
un'ora con un'unica domanda: quando riceveremo i nostri soldi???
L'amministratore delegato è intervenuto per sedare gli animi invitando i dipendenti a rientrare senza successo, i funzionari sindacali fino ad allora praticamente assenti sono stati costretti a correre sul posto e obbligati sempre a convocare un'assemblea sindacale straordinaria nell'immediato. (Continua)
Successo dello sciopero nazionale e dei presidi a Torino e Ivrea.
Pur non disponendo ancora di dati ufficiali sulle altre sedi del gruppo, si può affermare che lo sciopero dei lavoratori Comdata nelle sedi di La Spezia, Torino ed Ivrea è ampiamente riuscito (pressoché totale la partecipazione nella sede ligure, circa il 70% di adesione nei due centri piemontesi), mentre partecipati sono stati i presidi organizzati dal Collettivo Lavoratori Comdata (FLMUniti-CUB) a Torino e dal COBAS Comdata ad Ivrea.
A Torino una cinquantina di lavoratori e lavoratrici hanno partecipato all’esuberante presidio “contro gli esuberi”. (Continua)
Il 10 Marzo il gruppo Comdata Spa ha dichiarato alle controparti sindacali che vi sono dai 1000 ai 1500 dipendenti ai quali non potrà garantire gli accordi stipulati negli anni scorsi in materia di stabilizzazione e mantenimento dei livelli occupazionali. In soldoni vuol dire che si tratta di veri e propri esuberi. Il giro semantico di parole è da brividi: nessuno potrà garantire la sorte di questi malcapitati.E' necessario ricordare che la Comdata non è un'azienda in crisi, semmai ha registrato secondo quello dichiarato dai suoi rappresentanti una contrazione del lavoro dettato dalla crisi economica mondiale. Questa contrazione sempre a detta dei suoi rappresentanti è dovuta in gran parte alla riduzione della commessa Telecom, storica committente del gruppo. Il ragionamento evidentemente non funziona: i partner di Comdata sono decine e decine distribuite nel campo delle TLC, Finanza, Industrie ed Energia: partner prestigiosi come Vodafone, Wind, Eni, Fastweb, Fiat, Ferrero, Upim, San Paolo-Banca Intesa, solo per citare alcuni nomi, non giustificano il taglio di un quarto del personale. Se poi mettiamo che all'inizio dell'anno il gruppo è stato ricapitalizzato per un ammontare di 12 milioni di euro con l'acquisizione da parte di Nuova Iniziativa spa i conti non tornano. (Continua)
Apprendiamo con curiosità che il Coordinamento Nazionale delle RSU del gruppo Comdata, riunitosi il 19 Febbraio scorso, si sia finalmente accorto del disagio quotidiano che l'azienda genera nei confronti dei suoi dipendenti. Siamo lieti di scoprire che solo adesso, ma meglio tardi che mai, i sindacati Confederali denunciano un'assenza di una vera politica industriale del gruppo e che per questo abbia chiesto un incontro all'azienda che si terrà il prossimo 10 Marzo.
Sono mesi oramai che, come Collettivo Lavoratori Comdata, denunciamo questo stato di cose. Noi non ci teniamo a passare per quelli che gridano al lupo al lupo, sono i fatti che parlano: sulla sede di Torino la commessa Wind-Infostrada, quella di Santander e quella di Iride sono state chiuse come da noi denunciato, la commessa Telecom, storica committente del gruppo Comdata nel giro di due anni ha visto ridurre gli operatori da oltre 500 (dati a primavera 2006) agli attuali 100 scarsi distribuiti sulle commesse 187 e 191. Con la ventilata ipotesi di trasferimento della commessa Compass, per ora messa da parte per la forte opposizione messa in atto da parte dei lavoratori a colpi di diffide nei confronti dei sindacati confederali, la sede di Torino che è anche la sede legale, si è vista spogliare delle sue principali attività. E con le sue principali attività anche i posti di lavoro cominciano a vacillare. I tempi determinati, quelli che hanno la fortuna di essere rinnovati, sono con scadenze sempre più a breve termine, gli ultimi rinnovi su Eni non superano i tre mesi. Persone licenziate e poi riassunte attraverso agenzie interinali con un inquadramento più basso e con la perdita dell'anzianità accumulata, alcune delle quali nuovamente lasciate a casa dopo la promessa di una riassunzione in azienda. La Comdata-Tech, quella che gestisce i servizi informatici, è stata invece assorbita dalla Core Informatica. Voci sempre più insistenti di chiusura della sede di Torino. Da lunedì 2 Marzo colleghi di Ivrea mandati in Romania allo scopo di formare i rep rumeni. (Continua)
Dopo lo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base del 17 Ottobre 2008, che ha comunque visto una buon risultato in termini di partecipazione da parte dei lavoratori, i toni del confronto con l´azienda si sono notevolmente alzati in Comdata Spa, complice anche la percezione da parte dei vertici di avere a che fare con un soggetto organizzato, il Collettivo Lavoratori Comdata, capace di esercitare egemonia fra i colleghi sia in occasione delle assemblee sindacali, sia in relazione alla normale attività lavorativa di ogni giorno.
In occasione dello sciopero indetto da CGIL e da CUB, COBAS, SDL del 12 Dicembre scorso è stato organizzato un presidio di fronte ai locali aziendali, che ha visto la distribuzione ai colleghi intervenuti per sostenere l´iniziativa di una pubblicazione autoprodotta, dal taglio ironico fin dal titolo, "We Dare", un chiaro riferimento alla passione aziendale per gli anglicismi (il motto di Comdata recita infatti: We care, we share). Un contingente cospicuo di lavoratori di Comdata Spa e Comdata Care (gli esternalizzati Vodafone, per intenderci) intervenuti dalla sedi di Ivrea e di Napoli si sono uniti ai lavoratori di Torino per marciare insieme al corteo, ed uno spezzone di lavoratori di altri call center (fra cui Telegate) ha sfilato, fermandosi, sotto le finestre di Comdata, intendendo dare un segnale politico ben preciso alla dirigenza - la quale dirigenza ha inteso chiaro e forte il suddetto segnale, demansionando e destinando ad altro ufficio nei giorni successivi il direttore delle Risorse Umane, che si è dimostrato incapace di gestire le istanze dei lavoratori. (Continua)
