04
Febbraio
2010
I lavoratori Ex Wind rispondono “NO!” a questo clamoroso ricatto e vi aspettano numerosi al presidio di sabato dalle 13h00 alle 16h00 in Piazza Cordusio.
01
Febbraio
2010
La crisi del capitalismo sta estromettendo dalle aziende migliaia di lavoratori e lavoratrici, dimostrando che tutti i settori vengono toccati da essa. È un fatto ormai evidente che i lavoratori, precari, disoccupati, studenti, ne stanno direttamente pagando le conseguenze. Accanto e dentro questo quadro, vicende come quella dei lavoratori e delle lavoratrici Agile ex Eutelia dimostrano come la crisi economica diventa sempre più un “cavallo di Troia”, attraverso il quale amministratori delegati e padroni, per semplici finalità di lucro, mascherano ingiustificati licenziamenti collettivi, cassa integrazione straordinaria, chiusure di reparti o interi stabilimenti, utilizzando in maniera subdola le leggi attualmente vigenti nel nostro Paese - vedi per esempio quella sulla Cessione di Ramo d’Azienda - per compiere qualcosa di illegale. In questo modo essi ottengono il massimo profitto e scaricano i lavoratori sulle spalle della collettività, sfruttando in maniera indiscriminata gli ammortizzatori sociali come mobilità, Fondo di Garanzia INPS per il TFR e altri ancora.
La chiusura di stabilimenti, delocalizzazione delle produzioni, licenziamenti dei precari, ristrutturazione della scuola e conseguente indebolimento e peggioramento qualitativo del sistema di formazione, aumenta e intensifica lo sfruttamento.
Quanto sta succedendo ci pone come lavoratrici e lavoratori di fronte a delle scelte da condividere in modo trasversale, a prescindere dalla sigle sindacali di appartenenza e non. Siamo di fronte ad un attacco che spinge tanti lavoratori ad iniziative di lotta mai viste prima per ribadire la volontà di resistere a questo attacco.
Assistiamo a forme di lotta che vanno al di là della proclamazione di scioperi e dell'occupazione di fabbriche esponendo i lavoratori personalmente senza le giuste tutele che li dovrebbero salvaguardare.
Gli esempi della INNSE, di Agile ex Eutelia, di Phonemedia, di Omnia Network, dei ricercatori dell’ISPRA, stanno dando nuove energie a tutti noi per riorganizzare la resistenza nel Paese.
Si rende dunque necessario creare una vera forma di solidarietà e partecipazione fra tutte le lotte dei lavoratori.
In un panorama locale nel quale sono 40 i tavoli di crisi aperti presso la Provincia e 280 presso la Regione, dato che testimonia, insieme alle ore di Cassa integrazione (aumentate del 550%), alle chiusure degli stabilimenti e ai mancati rinnovi dei contratti precari, la profondità di una crisi che impatta drammaticamente sulle condizioni dei lavoratori, è necessario e doveroso porre un limite a questo scempio.
Come coordinamenti/collettivi, delegati/e, lavoratori e lavoratrici delle fabbriche e dei luoghi di lavoro in lotta contro la crisi e le speculazioni aziendali, abbiamo pensato di convocare una prima riunione territoriale, così da poter condividere le nostre impressioni e cercare di capire se la crisi di lavoro del nostro Paese sia stata effettivamente superata, come gli organi dirigenti del nostro Paese cercano di sventolare, oppure abilmente cavalcata per fini personali e di profitto. Un’assemblea nella quale analizzeremo le situazioni in corso e cercheremo, tutti insieme, di progettare strumenti ed iniziative atti, da una parte, a sensibilizzare l’opinione pubblica e far emergere questo problema che si continua a nascondere, dall'altra a favorire il collegamento stabile fra le nostre esperienze di lotta.
Proponiamo che la riunione si tenga a Torino sabato 27 febbraio dalle ore 10.
Vi invitiamo quindi a mettervi in contatto con noi per organizzare nel modo più condiviso e unitario possibile questa riunione.
Ricordiamoci:
La conoscenza è potere!
La coesione aiuta!
Lavoratori OG/Agile ex Eutelia – Torino
Collettivo Lavoratori Comdata – Torino
Collettivo ex-lavoratori ThyssenKrupp - Torino
28
Gennaio
2010
27
Gennaio
2010
Con il patrocinio del Comune di Sesto San Giovanni
Lunedì 1 febbraio, alle ore 21
Spazio Arte - via Maestri del Lavoro, Sesto San Giovanni
Una serata per e con le lavoratrici e i lavoratori della Mangiarotti Nuclear, della Omnia e della Ercole Marelli, in lotta per la difesa del posto di lavoro
Parole e musica con
Bepo Storti, Antonio Cornacchione, Ulderico Pesce, Andrea Labanca e i Ciapa No
Un segno di solidarietà concreta con sottoscrizioni che saranno devolute ai lavoratori che sono in presidio
Per ribadire che non solo non vogliamo pagare noi la crisi dei padroni e dei banchieri, ma che non vogliamo perdere il lavoro in nome delle speculazioni finanziarie e immobiliari
21
Gennaio
2010
I lavoratori si affidano al tribunale per avere almeno i salari arretrati
Un tramonto tra crisi e sospetti per il colosso dei contact center
Sedi chiuse, clienti in fuga, dipendenti in attesa di un piano industriale inesistente
cosa c'è dietro la protesta dei settemila addetti sparsi in dodici città italiane
Gli operatori del call center Phonemedia di Trino Vercellese in corteo
Nata a Novara come Phonetika nel 2002, l'azienda fondata da Fabrizio Cazzago diventa nel giro di pochi anni un colosso nel settore dei contact center anche e soprattutto un processo di acquisizioni concentrato in Italia ma che arriva fino in Albania ed Argentina. Nel 2007 e 2008, come illustra il sito ufficiale, il gruppo diventa "leader nei servizi call center e di supporto alle più importanti aziende nello sviluppo e nella gestione dell'intero processo di costumer relationship marketing".
Nelle sedi italiane di Novara, Trino Vercellese, Biella, Monza, Bologna, Casalecchio di Reno, Pistoia, Bitritto, Bari, Catanzaro, Vibo Valentia e Trapani lavorano circa 5.200 dipendenti ai quali di fatto sono "affidate" in outbound le clientele di grandi aziende come Telecom Italia, Enel, Tim, Wind, H3g, Vodafone, Avon, ma anche i servizi "inbound" di prenotazione per molti istituzioni ed enti pubblici quali Regioni, Comuni ed Asl.
Il successo del gruppo, secondo il sindacato, è legato anche a una politica aziendale che pretende un altissimo livello di produttività a fronte di stipendi bassissimi. Malgrado il titolare rivendichi solidità dei conti e prestigio della clientela, i lavoratori sentono arrivare la crisi a dicembre del 2008, quando l'azienda inizia a pagare gli stipendi non più a fine mese, ma in due tranches, il 10 e il 24 di ogni mese e consegna la tredicesima a gennaio inoltrato.
Le difficoltà crescono con l'acuirsi della crisi e Fabrizio Cazzago, anziché gestire la fase di recessione con tutto quello che comporta, decide all'improvviso di sfilarsi. Il 7 luglio, nel corso di un incontro con il prefetto di Novara, l'imprenditore esclude categoricamente ogni eventualità di cessione del gruppo; in realtà, quattro giorni prima, a quanto denunciato dai sindacati, ha firmato un preliminare di vendita delle attività al gruppo Omega.
Omega, network controllato da due fondi esteri, è un nome già noto alle cronache. La società opera nel settore delle tlc e tra le altre attività va rastrellando aziende decotte, in via di liquidazione o anche rami d'azienda di società solide, con molte commesse pubbliche, ma alle prese con difficoltà congiunturali come l'Eutelia.
In assenza di piani di rilancio delle singole aziende, è difficile capire il perché di questa strategia. Il precedente dell'Agile preoccupa perché a 4 mesi dall'acquisizione, il nuovo proprietario ha poi annunciato un piano di licenziamenti collettivi per 1.192 occupati sui 1.880 totali. I lavoratori dell'Agile hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica di Arezzo sollecitando un'indagine sulle operazioni che hanno portato alla cessione del ramo di azienda da Eutelia al network Omega. Fattostà che ai primi di settembre, i vertici di Omega prendono possesso di Phonemedia e come avvenuto all'Agile bloccano il pagamento degli stipendi, iniziando a versare le retribuzioni con tre mesi di ritardo.
Il resto è il presente. Le sedi dei call center sono abbandonate, lavorano solo (e con pochi dipendenti) i centri che hanno qualche coda di commessa da smaltire e non c'è traccia di un piano industriale. Il sospetto dei lavoratori è che le acquisizioni di Agile e Phonemedia non nascano da progetti imprenditoriali, ma servano a salvare i vecchi proprietari - Eutelia e Cazzago - dai rischi connessi a un eventuale fallimento. E che dunque a pagare il prezzo più alto saranno i lavoratori messi presto o tardi in mezzo a una strada.
Per questo, i settemila dipendenti Phonemedia - che non hanno più interlocutori vecchi o nuovi ai quali chiedere lumi sul loro futuro - si rivolgono ai tribunali, sperando in un commissario che assicuri, se non altro, gli stipendi arretrati.
(19 gennaio 2010) Tutti gli articoli di Economia _______________________________________________







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